L’Inps, d’intesa con il Ministero del Lavoro, ammette il superamento della durata massima di ricorso all’isospensione, al contratto di espansione o all’assegno straordinario dei Fondi di solidarietà, quali strumenti di accompagnamento alla pensione.
Si tratta davvero di un’importante novità formalizzata nella circolare n. 41 del 31 marzo scorso, con cui vengono salvaguardati i lavoratori che risolvono il rapporto di lavoro aderendo ai piani di esodo proposti dall’azienda, ma che rischiano di non traguardare la pensione a causa di quell’incerto meccanismo che adegua i requisiti pensionistici in base agli incrementi delle speranze di vita.
Poiché gli strumenti di accompagnamento alla pensione hanno una lunga durata (4 anni per l’isopensione estesa a 7 fino al 2026, 5 anni per gli assegni straordinari) nel corso della quale il requisito anagrafico (utile per la pensione di vecchiaia) e quello contributivo (utile per la pensione anticipata) possono cambiare, prima di quest’ultimo intervento i dipendenti che utilizzavano il periodo massimo rischiavano alla fine di trovarsi nella condizione di non poter accedere immediatamente alla pensione.
Questo rischio non ha riguardato il periodo dal 2020 al 2026, in cui i requisiti sono rimasti bloccati in conseguenza del decremento delle aspettative di vita causato dal Covid. Ma dal 2027 lo scenario è cambiato in quanto prima il Decreto Direttoriale del 19.12.2025 (pubblicato il 30.12.2025) ha innalzato di tre mesi i requisiti, poi la legge di bilancio 2026 ha ridefinito le relative decorrenze (+1 mese dal 2026 e +2 mesi dal 2027) ed infine il rapportino n. 26 della Ragioneria Generale dello stato del 20 gennaio 2026 ha ulteriormente stimato nuovi aumenti (+ 3 mesi dal 2029).
A far sballare i conti fatti dalle aziende nonché dall’Inps è stata proprio l’ultima previsione della Ragioneria che purtroppo, sebbene sia solo una stima che deve essere poi recepita nel decreto ministeriale, è comunque da sempre utilizzata per calcolare gli accessi al trattamento pensionistico. E sulla base di tale stima, le domande di isopensione ed assegno straordinario presentate negli ultimi mesi del 2025 e non ancora liquidate a fine gennaio 2026 sono state rigettate per superamento della durata massima della misura di accompagnamento prescelta.
Per risolvere questa contingente situazione, ma anche per evitare in generale che coloro che accedono allo strumento rischino di non essere condotti fino alla pensione, le Istituzioni hanno fortunatamente convenuto sulla possibilità di superare la durata massima della prestazione, con sostenimento dell’ulteriore onere da parte dell’azienda e con accettazione da parte dell’ex dipendente.
Con riguardo ai fondi di solidarietà l’Inps ha ricordato che quello delle Assicurazioni già prevedeva la possibilità di estendere il periodo massimo di permanenza di 60 mesi (ma quando questo veniva superato “in corso d’opera“ e non in fase di accesso alla prestazione, come avvenuto in questi ultimi mesi…..), mentre quello del settore del credito è subordinato ad una specifica delibera da parte del Comitato Amministratore del fondo medesimo…….
Quanto accaduto quest’anno, ma anche lo scorso anno in cui il balletto degli adeguamenti alle speranze di vita ha generato molta incertezza, insegna che questi strumenti devono essere utilizzati con la massima prudenza e che le aziende, ma anche i singoli lavoratori coinvolti, devono monitorare gli andamenti delle aspettative di vita e la conseguente evoluzione dei requisiti pensionistici per eventualmente adeguare il periodo di permanenza nella prestazione di accompagnamento alla pensione.



