Anche quest’anno, per gestire correttamente i vecchi e nuovi benefit “monetari”, i
datori di lavoro e i committenti devono acquisire dai lavoratori autocertificazioni
circa il possesso delle condizioni legittimanti queste forme di rimborso che non
concorrono alla formazione del reddito.
Non è ancora disponibile sul sito del ministero del Lavoro il modulo on line da utilizzare per presentare il rapporto biennale delle pari opportunità 2022-2023, in scadenza il prossimo 30 aprile.
Sulle clausole sociali, previste dall’articolo 57 del Dlgs 36/2023 (Nuovo codice
degli appalti pubblici) quali requisiti necessari per la partecipazione alla gara, gli
operatori sono impegnati nella ricerca di soluzioni coerenti con il quadro
normativo e che nel contempo salvaguardino i margini di autonomia degli
appaltatori subentranti.
Al fine di favorire l’emersione del lavoro sommerso e rendere maggiormente vantaggioso quello regolare, il nuovo decreto Pnrr ridisegna il quadro sanzionatorio dell’omissione e dell’evasione contributiva.
Mentre i sostituti sono impegnati a predisporre le Cu, dall’agenzia delle Entrate
arrivano nuove e ulteriori indicazioni sulle modalità di compilazione del nuovo
modello.
Le istruzioni molto sintetiche diffuse dall’agenzia delle Entrate e l’assenza di una
circolare illustrativa delle novità fiscali del riformato lavoro sportivo, generano
alcuni dubbi nella compilazione dei nuovi campi della Certificazione unica 2024
dedicati ai compensi dei lavoratori di questo settore.
Stazioni appaltanti, appaltatori e subappaltatori si stanno confrontando con i
numerosi problemi applicativi derivanti dal nuovo Codice degli appalti pubblici
(Dlgs 36/2023).
Tra le numerose novità che hanno interessato il periodo d’imposta 2023, la gestione
delle differenziate soglie di esenzione dei benefit è una di quelle che ha
maggiormente impegnato i sostituti d’imposta, ora chiamati a rappresentarla
correttamente nella certificazione unica, secondo le istruzioni fornite dall’agenzia
delle Entrate che, con provvedimento del 15 gennaio, ha approvato il modello
definitivo di Cu 2024, reddito 2023.
Con la pubblicazione dell’indice di rivalutazione Istat del mese di dicembre 2023, i
datori di lavoro possono calcolare la rivalutazione del Tfr accantonato al 31
dicembre 2022, nonché il saldo dell’imposta dovuta sulla stessa, da versare entro il
16 febbraio.
Per premiare i datori di lavoro che nel 2024 incrementano l’occupazione stabile attraverso il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato il collegato fiscale alla manovra di bilancio 2024 ha introdotto la maxi deduzione del 120 per cento.