A seguito dell'operatività delle nuove regole sulla previdenza complementare, i datori di lavoro possono regolarizzare i Tfr arretrati dei dipendenti assunti per la prima volta dallo scorso 1º luglio entro il mese successivo a quello di effettuazione della scelta di destinazione del Tfr stesso.
I datori di lavoro con almeno 60 dipendenti medi al 31 dicembre 2025 hanno tempo fino al 16
luglio per versare il Tfr relativo ai primi sei mesi di quest’anno al Fondo di tesoreria Inps senza
applicazione di somme aggiuntive, sanzioni o interessi. Lo precisa l’istituto di previdenza nel
messaggio 1511/2026.
Il decreto del 1° maggio (Dl 62/2026) rinvia alla contrattazione collettiva la definizione del
salario giusto, cioè quel trattamento economico complessivo adeguato alla quantità e qualità del
lavoro secondo le previsioni dell’articolo 36 della Costituzione.
La durata dell’isopensione e dell’indennità del contratto di espansione potrà estendersi oltre i
limiti massimi previsti ordinariamente al fine di accompagnare al pensionamento i lavoratori, se
durante il periodo di esodo aumentano i requisiti di accesso alla pensione, con onere a carico del
datore di lavoro.
Il 16 marzo i sostituti sono chiamati a rendere disponibili ai percipienti le Cu 2026,
reddito 2025, nonché a trasmetterle all’amministrazione finanziaria.
Le aziende costituite prima del 2025, che hanno raggiunto entro tale anno la soglia di 60 addetti, hanno
tempo fino al 16 maggio per versare all’Inps i Tfr di gennaio 2026 non destinati alla previdenza
complementare.
Le nuove soglie dimensionali e il periodo di riferimento che fanno scattare l’obbligo di
versare il Tfr al Fondo di tesoreria Inps «operano esclusivamente per gli anni successivi a
quello di inizio dell’attività».
La maggior parte dei redditi ricadenti nello scaglione con l’aliquota marginale Irpef ridotta
al 33% beneficiano anche di una delle misure del cuneo fiscale, e in particolare dell’ulteriore
detrazione, funzionale a mitigare il prelievo fiscale dei lavoratori dipendenti e aumentare il
netto.
Da gennaio 2026, l’obbligo di versare all’Inps il Tfr non destinato alla previdenza
complementare è esteso ai datori di lavoro già esistenti che, al 31 dicembre 2025, hanno
raggiunto la soglia di 60 lavoratori medi.
Le nuove regole sullo smobilizzo del trattamento di fine rapporto al fondo di tesoreria dell’Inps non si applicano alle nuove aziende, limitatamente al primo anno di costituzione.